E’ terminato, a Roma, il primo campionato del Napoli, riferito all’era De Laurentiis, nella massima serie e si è concluso in una cornice desolante dovuta all’assenza, sugli spalti, dei rappresentanti della sua tifoseria, bloccati a Napoli per decisione dell’Osservatorio, e di quasi tutti i sostenitori laziali.
In uno “gelido” stadio Olimpico, semideserto anche per la defezione dei supporter biancocelesti, in contrasto con la dirigenza laziale, Lazio e Napoli hanno concluso un campionato che per i giocatori guidati da Delio Rossi, ieri in tribuna per squalifica, non è stato privo di delusioni alla luce delle aspettative manifestate, ad inizio campionato, dal presidente Lotito riguardanti anche la partecipazione della sua squadra alla Champions League. Diversa è la valutazione riguardante il campionato del Napoli: i timori iniziali riguardanti l’inesperienza della neo società azzurra per affrontare una competizione in cui si “sposano” esperienza, validità degli organici, seria programmazione, motivazioni adeguate agli obiettivi prefissati, compattezza ed unità di intenti del “gruppo”, sono stati, in partenza, fugati dalla pragmatica applicazione di questi requisiti, ad eccezion fatta per la ridotta esperienza dei tanti giovani talenti acquistati, con sagace tempismo ed oculata professionalità dal d.g. Marino, da parte di tutti i componenti dell’equipe napoletana.
Il campionato disputato dagli azzurri è andato oltre ogni più rosea aspettativa ed aver conquistato una posizione in classifica che gli permetterà di disputare l’Intertoto, torneo valido per l’accesso alla coppa Uefa, rappresenta un record per una società che due anni fa militava nella terza serie nazionale. Un campionato disputato dal Napoli che, oltre a raggiungere un soddisfacente ottavo posto in classifica, è servito anche a porre le basi di partenza per una graduale escalation ai vertici del calcio italiano ed europeo. Un organico, quello partenopeo, da completare soprattutto nel reparto avanzato, che per l’infortunio di Zalayeta, la ovvia disponibilità part time di Sosa ed il mancato inserimento di Calaiò negli schemi di Reja, ha privato il tecnico friulano di quei giocatori capaci di capitalizzare, nel migliore dei modi, il gioco espresso dalla squadra.
Altro aspetto importante è stato la mancanza di valide alternative ai calciatori titolari. Il Napoli, infatti, si è espresso molto bene sul rettangolo di gioco quando l’allenatore ha potuto usufruire dell’apporto di tutti i giocatori “cardini” dello scacchiere azzurro. Non a caso, all’Olimpico, l’assenza di Hamsik, fermo per squalifica, ha privato il centrocampo della fantasia, dell’imprevedibilià, della profondità, dell’inventiva e degli improvvisi inserimenti in fase offensiva, occorrenti ad un reparto che, senza l’apporto di “Marekiaro”, non è riuscito ad imporre un gioco in grado di contrastare una Lazio molto motivata e decisa a ricucire il rapporto con i propri tifosi.
Tutti i reparti della squadra partenopea dovranno essere puntellati, infatti contro la Lazio, come in altre circostanze, la difesa si è fatta spesso sorprendere dagli schemi offensivi avversari, che quando prevedevano una rapida esecuzione per liberare in area un loro giocatore non hanno trovato la retroguardia partenopea attenta e pronta ad eseguire una opportuna “diagonale” e, quindi, non permettere l’inserimento indisturbato di qualche giocatore avversario all’interno dell’area di rigore. Complici del “misfatto”, riguardante il vantaggio laziale realizzato da Rocchi, sono stati Contini e Cannavaro che comunque, nel corso del match si sono ripresi disputando una discreta partita. Assente sulle fasce per l’opaca prestazione di Savini e Mannini, il Napoli si è ritrovato con un centrocampo dove il solo Pazienza si è distinto per l’attenta regia difensiva e per le sue continue iniziative. Gargano, limitato dai centrocampisti laziali, e Blasi, “sotto tono” rispetto alle sue abituali prestazioni, non sono stati in grado di arginare le rapide ed ordinate manovre di una Lazio molto disciplinata in difesa, “geometrica” e veloce a centrocampo ed incisiva con le sue punte Rocchi e Tare, sempre presenti quando la manovra dei biancocelesti necessitava di una opportuna finalizzazione ed attenti a rientrare per contribuire alla successiva ed immediata ripartenza della squadra.
Troppo lenta, prevedibile ed articolata la manovra degli azzurri per sperare nel recupero di un risultato positivo che, pur non cambiando nulla in termini di classifica, avrebbe permesso ai napoletani di eguagliare o superare il record stabilito nel campionato ’94-95’, con 51 punti, e di concludere il torneo in un modo diverso dall’inizio dello stesso: sconfitta interna con il Cagliari. Lo schieramento iniziale della squadra napoletana, senza punte e con Bogliacino e Lavezzi impiegati nel reparto avanzato per non dare punti di riferimento agli avversari e permettere alla squadra una manovra veloce con gli eventuali inserimenti dei centrocampisti, non ha sortito l’effetto desiderato anche per la opaca prestazione di Bogliacino, fuori dal gioco per le condizioni fisiche non ottimali dovute al dolore ad un ginocchio. La sostituzione di Mariano con Sosa , nella ripresa, ha dato più incisività e profondità alla squadra ma è mancata la continuità e la lucidità necessaria per concludere a rete; dopo tre favorevoli occasioni per gli azzurri, Sosa da posizione favorevole appoggiava, di testa per Pazienza un pallone che avrebbe potuto comodamente depositare in rete.
Lavezzi, nell’arco di tutto l’incontro, ha cercato di velocizzare la manovra degli azzurri e, non trovando un’adeguata collaborazione da parte dei compagni, ha tentato qualche fuga solitaria che è stata neutralizzata dall’attenta difesa laziale. Sfortunato Navarro nell’occasione del raddoppio della Lazio: Firmani, dopo il mancato intervento dei difensori napoletani, a pochi metri dalla porta ha realizzato con un tiro centrale che è passato tra le gambe del portiere azzurro, coperto dai compagni e quindi impossibilitato ad intuire la direzione del tiro e a mantenere l’equilibrio per neutralizzare la conclusione dell'avversario. Il portiere partenopeo si è comunque distinto per alcuni sicuri interventi, in particolar modo,nel primo tempo, su un sinistro di Mauri.
Il Napoli, comunque, ha perso una partita il cui risultato finale non ha mutato la sua posizione in classifica ed ha conservato l’ottavo posto che gli permetterà di partecipare all’Intertoto. Dopo le note vicissitudini della società partenopea ed il conseguente “purgatorio” nelle serie minori, Napoli comincia a sentire “profumo” di Europa ma l’aspetto essenziale è costituito dalla conferma che il progetto De Laurentiis va avanti puntualmente e con la tempistica giusta per centrare tutti gli obiettivi prefissati.
Vincenzo Vitiello
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